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Gramsci 44

Lunedì 11 aprile  allo Spazio Alfieri a Firenze l'Istituto Gramsci Toscano ha presentato la prima toscana del film-documentario Gramsci 44 RAM Film scritto da Emanuele Milasi con la regia di Emiliano Barbucci.

Il documentario racconta la storia del confino di Antonio Gramsci a Ustica dove, nei 44 giorni di prigionia, promosse una scuola clandestina aperta a tutti che arginò l'analfabetismo. Il successo della scuola allarmò le guardie fasciste che allontanarono Gramsci e chiusero la scuola.

Erano presenti oltre al regista Emiliano Barbucci e lo sceneggiatore Emanuele Milasi, Marta Rapallini e Sergio Staino.

All’inizio del 1900 ad Ustica, emarginata isola a nord di Palermo, l’arrivo del vaporetto era un evento che richiamava al molo gli isolani incuriositi dalle novità in arrivo dal "continente".
Dal 1926 il battello a vapore però cominciò a portare anche uomini in catene. 
L’isola di Ustica venne destinata ad accogliere oltre che i coatti criminali anche i confinati politici, inviati lì per non nuocere al regime fascista.
Il documentario analizza attraverso i racconti diretti e tramandai la memoria della figura di  Antonio Gramsci confinato ad Ustica nel dicembre del 1926 dal Regime Fascista. 

Gramsci rimase nell'isola 44 giorni. 

Ad Ustica Gramsci ritrovò il "suo" sud, prima di essere tradotto nel carcere di San Vittore. 
La scuola ha rappresentato per i politici confinati un modo di sopravvivere alla lenta e logorante morte intellettuale a cui erano condannati, e per gli isolani, sensibili al fascino dell’accoglienza, un tentativo di costruire momenti di inclusione sociale in un periodo in cui l’isola era considerata luogo di emarginazione per l'intera nazione.
La scuola, che era aperta a tutti, servì anche ad arginare l’analfabetismo, coinvolgendo cittadini di ogni età e stato sociale. Di quella scuola e di Gramsci oggi molti usticesi hanno ancora ricordo, ed è per l’isola di Ustica uno dei fondamenti della loro memoria storica.